your ads here

advertisement

Home » #aSpettinarLeBambole » #aSpettinarLeBambole – 3 – L’Imperatrice

#aSpettinarLeBambole – 3 – L’Imperatrice

Post By 0 Comment(s)

Qualche anno fa mi sono ritrovata, insieme a Paolo, a riesumare una sfilza di sceneggiati Rai degli anni ’60 e ‘70. Notti e notti intere persi tra le puntate, in fibrillazione per la successiva come cinquant’anni fa.

Su tutti, Il Segno del Comando (Daniele D’Anza, 1971) regna sovrano nel mio immaginario e non è raro che io lo pensi ancora.

Non è certo questa la sede dove snocciolare dettagli su una trama fitta e complessa in cinque episodi, che racconta le suggestioni di una Roma lontana visitata da Byron, di pittori fantasma e di spettri neanche troppo nascosti che si aggirano la notte in taverne che poi di giorno non esistono più.

Lucia, la fidanzata del pittore Tagliaferri (interpretata, nello sceneggiato, da una Carla Gravina bella più che mai) mi ha ricordato l’Imperatrice: una donna misteriosa, che sembra venire da un altro tempo e da un altro mondo ma che, contemporaneamente, sembra esserci sempre stata.

Carla_Gravina

L’Imperatrice, oltre a incarnare la Donna nel vero senso della parola (ma non davvero una Venere profana, piuttosto il pianeta Venere che, in aspetto benefico, rappresenta l’Amore) è il numero Tre, somma dell’Uno (il Cielo) e del Due (la Terra), il contatto tra l’irreale e la realtà.

Ali nel ciondolo del Segno del Comando, ali tra le mani dell’Imperatrice.  Le ali in grembo all’Imperatrice, sono le stesse ali della civetta nel ciondolo di Lucia.  Il legame tra l’aldilà e l’aldiqua. La predestinazione, il non essere capitati lì veramente per caso.

 

ilsegnocomando_amuleto

Ecco, miei piccoli lettori, adesso mi chiederete: che diamine c’entra la GRRRz con tutto questo blabla?

Le mie ali sono quelle che Andrea mi ha lasciato tenere, le uniche che voglio e che mi interessano.  L’unica cosa che so fare: scegliere.

Se questo è il senso, questa volta l’Imperatrice sono io.

 

 

 

 

Your comment

Your name:

Your email address: Your message: