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#ventiPunti – 2 – Vedere quello che non c’è

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(In questa rubrica settimanale il fondatore di GRRRz Comic Art Books, Andrea Benei, pubblicherà un diario minimo di venti punti per illustrare al lettore come intende inventare la tradizione di questa Casa Editrice. E promette a tutti di illustrare solo questo.)

 

 

Degli aruspici che si traggono dalla consultazione dell’I Ching quelli che preferisco hanno nell’esagramma il Tuono: un’immagine che mi ricorda, a migliaia di anni dalla sua definizione, le capacità di Silvana, naturali, rabdomantiche. Vedere caldo dentro la pietra, sentire “il fuoco al centro del vuoto”, orientarsi in quello che c’è e a un certo punto fare quel suo sorriso brigante che sembra dire Visto? Guardate qui: non saprei come meglio descrivere il lavoro che Silvana fa dirigendo la GRRRz.

Se l’editoria è ecosistema, GRRR é un microcosmo che intendo mantenere incontaminabile (si dice?) e la potenza di z è l’azione di Silvana verso quel che la natura non ha espresso abbastanza visibilmente da essere noto. Così opera Silvana: al di sopra della gestalt, soffrendo, non sempre felicemente, di una meravigliosa qualità di pareidolia: lei vede quello che non c’è.

La novità della Grand Tour, della Calipso e della Invention Collective starà nei libri che usciranno sotto la loro egida. Si tratta di collane la cui linea è pura, chiara, senza complessità strutturali: voglio che i libri nascano spontaneamente, e che crescano come desiderano. Con l’unica e sola discriminante della provenienza dell’autore, Grand Tour e Calipso, e della natura del progetto, L’Invention Collective.

Però, non era sufficiente: prevedere e programmare sono il mestiere di quelli come me, Silvana aveva bisogno di più spazio, come in quella filastrocca ebraica, “sopra-sotto-davanti-dietro”, per innovare e ridefinire.

Méduse è la collana che raccoglie libri che attendono l’intervento del lettore: nel nostro ambiente, una novità che spero pochi comprendano e apprezzino. Sì, pochi: perché i Méduse non amano mostrarsi, e si raccolgono tutti nel medesimo luogo. Se non si arriva fin lì, non è possibile osservarli. L’idea di Méduse nasce dall’esigenza di fare dei nostri lettori partecipanti più attivi che nella semplice lettura. Méduse è una collana che raccoglie estemporanei, inaspettati modi di agire sul libro. Affiancare un’azione alla lettura, un’esperienza non sconosciuta al mondo del libro, ma non ancora scoperta in questa versione.

Concentrarci insomma su chi legge, intrattenendo ogni volta con un modo diverso di intervento sulla pagina. Méduse è, in questo senso, il nostro modo di ringraziare chi ci da attenzione, pensando ogni Méduse partendo da questo grande grazie, e immaginando per i nostri lettori un modo nuovo di partecipare alla nostra prossima avventura. Un modo timido, prezioso e esclusivo: se posso ripeterlo, i Méduse sono come i narvali, non amano mostrarsi, e si raccolgono tutti nello stesso luogo. Se non si arriva fin lì non si faranno prendere.

CEFALEA è il primo passo di quest’avventura: percorrendo un sentiero che in sostanza stiamo tracciando passo dopo passo, mi aspetto che venga prima osservato alla distante dal pubblico generico, e compreso subito dai lettori già spiumati e dagli addetti ai lavori. Dopottutto, si tratta della prima rivista enigmistica d’autore, e che posso dire? Le prime volte eccitano solo gli autentici avventurieri.

E poi…be’, poi c’è la M.lle Riviére Dovrei parlarne? Quanti mi crederanno? M.lle Riviére è la nostra ricerca più ambiziosa. Ho chiesto a Silvana di strafare, di immaginare un modo di esprimersi che rappresentasse l’essenza della GRRRz, una sorte di concentrato esaustivo del suo fare i libri. Le ho chiesto di considerare che esiste una categoria di eccellenza editoriale fatta ad uso di rari, attenti collezionisti. Un luogo molto lontano dal nostro ambiente naturale, ma con un’atmosfera simile a casa nostra, e dove possiamo serenamente respirare. Ci ha pensato su.

E quando me ne ha parlato la prima volta, ho finalmente capito cos’era, una volta o due l’anno, alzarsi senza dire niente e andare in un altra stanza a rispondere al telefono. È un bene che ciascuno conservi i propri segreti, ma intuivo che quel segreto riguardava certe sue fantasie mostruose e irrealizzabili. Poi ha varato la M.lle Riviére, e ho capito cosa intendesse comprendervi: i più grossi, rari e scatenati bestioni in natura.

Così grossi da non poter essere messi a scaffale; così rari da essere considerati diceria e così scatenati da richiedere almeno un lustro o due per lasciarsi molcere. Silvana ha così eletto la M.lle Riviére a raccogliere le introvabili, più spaventose, potentissime creature che so che esistono, Silvana me lo ha giurato, e io le credo, nonostante le sue frammentarie descrizioni, le sue foto sgranate, i suoi confusi avvistamenti non soddisfino nessuno dei miei fogli di calcolo. Per ora non ne ha ancora nominata alcuna, ma a volte, molto raramente, Silvana riceve una di quelle telefonate, o una mail, o durante una fiera ha lo sguardo fisso qualche secondo nella marea dei passanti, e allora capisco che in quel momento stiamo navigando pochi centimetri sopra il dorso sconfinato di un mostro che sta imparando a fidarsi di lei, e che prima o poi Silvana convincerà a emergere e a mostrarsi, in tutta la sua inimmaginabile e spaventosa grandezza.

Che l’ecosistema sia pronto o no.

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#ventiPunti, Collane

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