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#ventiPunti – 4 – Comprare la qualità

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(In questa rubrica settimanale il fondatore di GRRRz Comic Art Books, Andrea Benei, pubblicherà un diario minimo di venti punti per illustrare al lettore come intende inventare la tradizione di questa Casa Editrice. E promette a tutti di illustrare solo questo.)

 

Uno dei primi libri di marketing che ho letto, non era un libro di marketing, e era un libro che, almeno per la costa, ho sempre visto a scaffale da quando ero alto così.

Si intitola “La qualità non costa”, e la firma di mio padre segna “primo ottobre ’91, Roma”. L’ho preso in mano soltanto qualche anno fa, per respirare dalle letture (lavorative) che di marketing mi stavano seppellendo.

Mio padre decideva gli acquisti “straordinari”, in famiglia: ci portava da un preciso calzolaio, un tale antipatico quanto elegante (il suo camice blu ancora splende nei miei ricordi di bambino, lo vedo bene mettere le mani su una scarpa per volta, come fosse una creatura ancora viva, ferita, ma sempre fuori pericolo), ci comprava gli occhiali da un tale che aveva ereditato bottega dai suoi (pareva uscito da un Wodehouse, e era lento, lo ricordo sospirando, lentissimo) e sceglieva i vestiti “buoni” in un negozio che a Genova è ancora tra i pochi a offrire un’esperienza d’acquisto calda, familiare, con due o tre commessi anziani e la Signora a guardarli con la perifocale tutto il tempo. Eravamo in tre, io e i miei fratelli, venivamo parcheggiati sui gradini foderati di rosso, e stavamo buoni buoni a goderci il tiatro di quella piccola folla di uomini più eleganti di mio padre, e più esperti, agitati come in un Goldoni finché offrivano soddisfazione ai miei, cioè a noi.

E’ strano pensarci adesso, ma non ricordo così nitidamente momenti negli altri negozi, magari di catena, con i miei. Il perché l’ho trovato in quel libro. Un tale americano che immagino con la mascella larga e il ciuffo come il Santo di Roger Moore spende quasi 300 pagine a convincere il lettore che la qualità non costa. Una lezione che Silvana mi ha insegnato mostrandomi il primo suo libro che ho avuto tra le mani, TRAMA. Chi legge deve capire che quello che è stato apprezzato per il capolavoro che è, a me all’inizio non poteva che sembrare altro che il libro che fattualmente era. Un semplice esempio di cartotecnica italiana di alto livello. Del contenuto non è necessario parlare qui: intendo soltanto ricordare così quale sia il momento in cui ho scelto quale sarebbe stato, un giorno lontano, il mio modo di fare i libri. Lo dico sempre: avere la fortuna di genitori profondi e attenti è grandissima, ma il culo di una mentore della stessa pasta che si accorge di te provoca davvero l’invidia degli dei.

A diciassette anni ho iniziato a dare ripetizioni, da allora non ho smesso di lavorare. La prima cosa che ho fatto, con lo stipendio, è stata provare a visitare quei negozi, che ormai nel mio sguardo erano scoloriti in luoghi reali e avevano dunque assunto la caratteristica tipica del lusso contemporaneo, l’esclusività. Credevo ne sarei stato allontanato per ragioni di pura disponibilità economica, e la più grande sorpresa di quegli anni fu scoprire che costava molto poco mantenere nel decoro le mie scarpe buone, comprare un paio di occhiali fatti da un imprenditore artigiano non molto distante da dove abitavo, trovare dei vestiti duraturi a un prezzo ragionevole. Quel lusso era inclusivo, non esclusivo. Come era possibile che il costo di quegli oggetti ricchi di tempo e dedizione costassero poco più di quelli dei grandi marchi, dei grandi magazzini, delle grandi reclame? E come era possibile, dalla fine dei Novanta, che quelli avessero iniziato a costare addirittura di più?

La risposta, se lo possedete, sta in TRAMA: la qualità non costa. L’Italia è famosa per le sue eccellenze, come ogni altra nazione che ha fatto del lavoro manuale un trademark durevole. Ora soppesate TRAMA, guardate il costo di copertina, e confrontatelo, al tatto, alla storia, all’affetto che vi produce possederne una delle poche copie, con altri libri nella vostra libreria.

Com’è possibile? Il segreto è tutto lì, intraducibile, non tramandabile, forsennato: quando tutti gli operatori guadagnano poco, e un po’ di più, purché lentamente, negli anni, crescendo con l’ambiente, la comunità e i mezzi, allora ai lettori arriva sempre un libro duraturo, efficace, e soprattutto…be’, Silvana dice “non ci avrete mai”, io aggiungo “mai innocui”: in ogni caso, è solo così che la qualità non costa.

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